Giuro non credevo ci sarei davvero arrivata, eppure ho superato la boa dei Trenta (anni) e qualche giorno fa ne ho anche aggiunto uno in più.
Non che pensassi di non arrivarci per qualche disgrazia, ma quando sei giovane il tempo passa molto lentamente e i "trenta" ti sembranno lontani anni luce.
Ed invece eccomi qui, a guardare un pò storto quell'Uno che mi fa uscire definitivamente dai Venti e mi apre il cammino verso i Quaranta!
Questo cosa significa per me? Che è il momento di decidere cosa fare da grande.....
Domandone da mille dollari! Tuttavia la saggezza dell'Uno davanti al Trenta (troppo difficile pronunciare T.rE..nT.U..nO) mi ha fatto capire che voglio fare nientepopodimeno che la Food Designer!
Non so cosa significhi bene sta cosa: so per certo però che ha a che fare col Cibo e col Design, ovvero col Cibo che oltre ad essere Buono è anche Bello. Cosa posso volere di più da un lavoro?
Per testare quanto fosse originare la mia idea, ho cercato sul mitico Google le parole Food+Design e ho scoperto che qualcun'altro ci aveva già pensato un pò prima di me. I Food Designer quindi esistono (quindi non sono totalmente fuori di senno), ma come me non sono ancora ben sicuri di cosa sia esattamente la loro professione.
Di sicuro sono delle persone che come me, stufe del loro lavoro routinario, ne hanno inventato uno nuovo decisamente più saporito!
Le prime ricette nate sull'onda di questa consapevolezza sono state la Panna Cotta allo sciroppo d'acero e la Torta Agra; la prima non richiede commenti, la seconda l'ho chiamata così perchè è un ciambellone morbidissimo al limone (AGRume) e la panna acida (detta anche panna AGRA).
Preparate entrambe in una notte insonne, queste torte sono state, ad insaputa di quasi tutti coloro che le hanno assaggiate, le mie torte di compleanno, festeggiato qua e la in modo silenzioso.
D'altra parte, dopo i Trenta, l'età alle signore non si chiede più! Shhhhhhh!!
PANNA COTTA ALLO SCIROPPO D'ACERO
Ingredienti:
500 ml panna fresca
100 ml latte
100 gr zucchero
1 bustina di vanillina
10 gr di colla di pesce
Sciroppo d'acero
Come si fa:
è la classica panna cotta, anche se alcune ricette non prevedono il latte, ma nel mio caso ho preferito metterlo per rendere il tutto più delicato e un pò più light! Si mette la colla di pesce ad ammollare in poca acqua, si scalda il latte (ma non troppo) e si scioglie la colla strizzata. Ricordatevi di mescolare bene colla e latte, atlrimenti la colla cola sul fondo e rimane li!
Nel frattempo in un pentolino si scalda la panna con lo zucchero e la vanillina e mescolando si porta appena prima del bollore e si toglie dal fuoco. A questo punto si unisce la panna al latte (o il latte alla panna a seconda del contenitore che preferite) e si mescola il tutto.
Ora scegliete gli stampini. Io ho usato quei piccoli contenitori di plastica dei canditi Paneangeli, col coperchio verde acqua, per capirci. Sono carini perchè hanno la decorazione dell'animaletto in rilievo e soprattutto perchè essendo liscissimi, la panna si sforma che è un piacere!
Cmq vanno bene gli stampini che preferite. Si bagnano con acqua fredda e si riempiono con la panna ancora calda. Si lascia rassodare fuori dal frigo per circa quindici minuti. A questo punto si versa a filo lo sciroppo d'acero che essendo più pesante della panna, scende sul fondo. Nel caso degli stampini come i miei, lo sciroppo rimarrà nella forma a rilievo anche una volta sformata la panna, nel caso di stampini piatti scenderà leggermente per i bordi, come col caramello.
Come per la ricetta classica è possibile versare sul fondo prima lo sciroppo d'acero (o il caramello) e poi versare la panna, ma con il mio sistema lo sciroppo, passando attraverso la panna, lascia anche un leggero sapore molto delicato. Ovviamente più la panna si sarà addensata, più tratterrà lo sciroppo durante il passaggio.
Si lascia raffreddare ancora (perchè si sa che i cibi caldi rovinano il frigo) e poi si infila tutto in frigo, finchè rassoda bene. Almeno 4-5 ore, ma più rimane più siete sicuri del risultato!
Per sformare: se avete stampini molto lisci, basta staccare i bordi leggermente con il coltello e poi rovesciare sul piatto lo stampino scuotendolo; se non sono proprio quelli da panna cotta e quindi un pò più ruvidi, basta immergere per qualche secondo la formina in acqua calda e poi rovesciare sul piattino.
La consistenza è morbidissima e liscia, per niente spugnosa e anzi, molto molto light.
TORTA AGRA (CON LIMONE E PANNA ACIDA)

Ingredienti:
110 gr burro ammorbidito
300 gr zucchero (sembra tanto, ma alla fine non è così dolce!)
3 uova
35 ml succo di limone
1 cucchiaino scorza di limone grattuggiata
190 gr farina
1 cucchiano di lievito per dolci
145 gr di panna acida (anche 150 se volete finire la confezione)
1 pizzico di sale
Per la glassa (facoltativa): 75 gr di zucchero a velo e acqua o succo di limone q.b.
Come si fa:
come una banalissima ciambella, ovvero si batte il burro con lo zucchero fintanto che diventa spumoso, si aggiungono le uova una alla volta sempre sbattendo . A questo punto si aggiuge il succo di limone e la scorza e immediatamente la farina, il lievito e il sale. Questa operazione deve essere fatta velocemente poichè nonappena metterete il limone con la crema di uova burro e zucchero, questa comincerà a separarsi per l'effetto del limone....per evitare di buttare tutto bisogna stabilizzare l'impasto con la farina. Per ultimo aggiungere la panna acida e mescolare bene.
Ungete e zuccherate lo stampo che preferite, o ricopritelo di carta da forno, e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 50 min finchè la torta risulta dorata e infilando al centro uno stuzzicadente ne esce asciutto.
Spegnete il forno, lasciate raffreddare leggermente con la porta aperta, poi togliete dal forno e sfornate la ciambella.
Una volta totalmente fredda ricopritela di glassa preparata stemperando lo zucchero a velo in pochissima acqua o succo di limone (in questo caso viene moolto limonosa). Lasciare rapprendere la glassa mettendo il dolce in frigo.
La ciambella, grazie alla panna acida, ha una consistena molto morbida, molto densa, poco spugnosa e molto vellutata! la panna acida non da nessun sapore particolare, ma dona questa morbidezza che il solo burro non riesce a dare.
La stessa torta si può fare con diverse varianti, cambiando il succo di limone con quello di arancia, con latte di cocco, succo di ananas ecc. La glassa rende la torta particolarmente dolce, per cui si può sostituire con semplice zucchero a velo, con cioccolanto fondente (ovviamente non se fate la torta con il succo di limone) o anche senza niente.
Sto seguendo la dieta a Zona, ma per quanto sia una dieta che effettivamente non ti fa sentire affamata, mi piace concedermi un giorno free, in cui mangio ciò che voglio.
Anche perchè non ho fretta di dimagrire (e non ho tanto da dimagrire) e adoro troppo cucinare! Se dovessi privarmi del piacere di cucinare e di mangiare ogni tanto quello che voglio, sarebbe la fine e otterrei l'opposto: ingrasserei 200 kg!
Ieri, Domenica, era il mio giorno free, così mi sono piacevolmente dedicata ai fornelli, invitando la mia famiglia al pranzo domenicale.
Il menù è stato per me uno svuota frigo, e per i miei famigliari uno svuota frigo ben riuscito!
Risotto ai peperoni gialli (fatto con la pentola a pressione): favoloso, saporito, per niente pesante e velocissimo! Purtroppo però si è volatilizzato così velocemente che non sono riuscita a fare la foto......ma ritenterò!
Crema di carote e arance con perle di polenta e spezie (idem come sopra).
E, regina della festa, Meringata Speciale!
Di questa ho una fotina, ma solo perchè è una precedente versione preparata per un amico, che ha avuto l'accortezza di fotografarmela come ringraziamento (e soprattutto per mostrarmi come mi era riuscita!!).

L'esecuzione è davvero semplice:
Montate a neve 500 ml di panna fresca, sbattete a neve fermissima 4 albumi e infine sbattete 4 tuorli con 200 gr di zucchero finchè diventano belli chiari e spumosi. A questo punto si unisce la crema tuorli-zucchero alla panna (attenzione a non smontare tutto!), e ancora più delicatamente gli albumi.
Posizionare un disco di meringa (si trovano al supermercato) in una tortiera a sgancio della stessa dimensione. Se non avete il disco potete sbriciolare delle meringhe per creare uno strato asciutto (attenzione non polvere di meringa ma pezzetti!). Rivestite le pareti della tortiera con carta forno per evitare che la crema si appiccichi.
Riempite la tortiera con la crema;
Se avete usato il disco: serbate due cucchiai di crema, posizionate il disco sullo strato di crema, spalmate i due cucchiai che avete tenuto da parte sul disco di meringa e posizionate le meringhe come nella foto.
Se invece avete usato le meringhe spezzate, terminate la torta con altre meringhe spezzettate in modo da farne un bello strato in superficie, schiacciandole leggermente per far si che non si stacchino dalla crema.
Variante: prima di versare la crema, aggiungete pepite di cioccolato fondente! Dentro o anche solo in superficie, vi assicuro che è go-du-rio-sa!
Direttamente in freezer (in fretta!! perchè quando arrivate al punto di posizionare le meringhe in superficie, comincia a colare da sotto un rivolo di meringa sciolta.....) almeno due ore, e toglierla dal freezer 30 min prima di sevirla o 15 min se è estate e fa caldo (come ieri).
Risultato? ieri sera era già finita......Sensi di colpa? ZEEEEROOOO
Sarà che sono una inguaribile golosa di dolci lievitati e profumati; sarà che sono una romantica bisognosa di coccole; sarà che sono anche metereopatica (percui quando il cielo è grigio mi sento un pò giù); rimane il fatto che quando immagino un pomeriggio coccoloso, non posso che pensare al mio divano (accanto alla finestra del balcone che lo inonda di luce), un plaid, una tisana e i muffin appena sfornati!
Il profumo che si sprigiona quando si cucinano queste piccole e semplici delizie, o coccole, come le chiamo io, è commovente e rilassante; sono il profumo di casa, di una serata dedicata a me stessa, lenta e perfetta, senza orari ne doveri, scandita solo dalla voglia di un morso di muffin, di un sorso di tisana o di distendermi un pò a guardare distrattamente la tv, avvolta in un morbido plaid, o a pensare a niente di importante o a qualche sogno lontano, lasciando spaziare lo sguardo oltre le tende sottili, per poi finire (spesso) a sonnecchiare...
Ma non tutti i muffin sono adatti ad ogni occasione.
Quelli al cioccolato fondente, per esempio, hanno un sapore molto deciso ed energetico, più adatti a una merenda sprint, quando si ha voglia di cioccolato o come dessert di fine pasto. Quelli ai mirtilli, dal sapore molto delicato, sono adatti alla colazione, quando non si è ancora pronti ad affrontare sapori troppo forti.
Quelli che vi presento ora, sono i miei Muffin Coccola, dal sapore morbido, non troppo delicato, ma neanche troppo forte, dalla consistenza spugnosa e fresca, da accompagnare con una tisana alla frutta, farciti oppure semplici.
Ho trovato la ricetta su un blog ormai chiuso, in cui erano visibili solo gli ingredienti; qui ho scritto il procedimento che seguo io, ma potrebbe essere possibile anche adottarne uno diverso.
Le quantità sono in Cups americane ma nel blog erano indicate anche le quantità in grammi; io ho seguito le quantità in Cups e quindi ne posso garantire la correttezza, mentre quelle in grammi non le ho testate.
MUFFIN ALLA RICOTTA E FARINA DI MAIS
Ingredienti per 12 (fantastici) muffins:
1 cup (225 gr) di farina di mais fioretto (quella molto sottile, per intenderci)
1/2 cup (110 gr) di farina 00
1 cucchiaino di lievito
1 cup (200 gr) di ricotta (qui anche io ho considerato la quantità in grammi)
1/3 cup (75 gr) di acqua
3/4 cup (165 gr) di zucchero
1/4 cup (55 gr) di miele
2 uova
la buccia grattugiata di un limone (o 1 fialetta di aroma al limone, si fa prima!)
In una ciotola unire le due farine e il lievito. In un'altra ciotola sbattere bene le uova con lo zucchero, poi unire l'acqua, il miele, la ricotta e l'aroma (o la scorza grattugiata) di limone. Preriscaldare il forno a 180° e posizionare i pirottini di carta negli stampini della teglia da muffin. L'alternativa è imburrare gli stampini oppure usare solo i pirottini, ma nel primo caso si perde la leggerezza del muffin, nel secondo non diventano molto alti perchè si allargano. Unire gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolare bene. Riempire per 3/4 gli stampini e infornare per 25 min circa.
Note: la ricotta evita l'uso del burro e rende quindi i dolci più leggeri; inoltre da un aroma più delicato e particolare e la pasta più umida e fresca. La farina di mais si sente abbastanza il primo giorno, mentre l'aroma e il profumo diminusicono molto il secondo giorno.
Varianti: come nella foto, si possono farcire queste delizie con una crema non troppo saporita; io ho utilizzato una mousse allo spumante, leggermente acidula che contrasta con la dolcezza del muffin. Per farcire basta togliere la calotta del muffin incidendo in profondità con un coltellino e riempiendo la cavità con una siringa da pasticcere (o con un cucchiaino).
STREPITOSA! ricetta che originariamente è dolce e genera delle meravigliose e soffici brioches al colore e sapore di zucca, ma che io ho modificato togliendo (a metà impasto) lo zucchero e l'uvetta sostituendoli con sale e pinoli.
INGREDIENTI (PER 20 PALLINE, OVVERO QUASI DUE TEGLIE!)
650 gr di farina Manitoba
400 gr di zucca
60 gr di burro fuso
10 gr di lievito di birra secco (1 bustina e mezza)
150 ml di latte
100 gr di zuccero (o 1 cucchiaino di sale)
uvetta a picere (o pinoli o altra frutta secca)
caramello o miele (solo nella versione dolce).
PROCEDIMENTO:
cuocere a vapore la zucca, poi ridurla in pure con lo schiaccia patate e lasciarla raffreddare; nel frattempo mescolare in un recpiente il lievito, farina e il sale (o lo zucchero); aggiungere alla zucca fredda il latte e il burro fuso, mescolando bene. Unire gli ingredienti umidi a quelli secchi e lavorare bene per ca. 10 minuti; se l'impasto fosse troppo appiccicoso, aggiungere farina. Aggiungere anche la frutta secca.
Fare una palla, lasciarla lievitare in un posto tiepido dentro una ciotola coperta da uno strofinaccio umido finchè raddoppia di volume (circa 1-2 ore). Poi sgonfiarla un pò, formare 20 palline, disporle in una teglia ricoperta di carta da forno lasciando ca 1/2 cm di spazio tra loro e lasciare lievitare nuovamente fino a che le palline si uniscono completamente. Nella versione dolce, prima di infornare, spennellare le palle con il caramello (acqua e zucchero) o miele, poi infornare a 220° per 20'.
Consiglio: io di solito preparo l'impasto la sera, poi lascio lievitare le palline nelle teglie da forno in frigo tutta la notte, la mattina appena sveglia le inforno e così faccio colazione con morbidisse brioches appena sfornate!
Altro trucco: per non fare 20 brioches o 20 panini, di solito unisco zucca, latte e burro, alla farina e lievito, poi divido a metà l'impasto e aggiungo a metà zucchero e uvetta e all'altra metà sale e pinoli, poi ovviamente faccio lievitare in due palle separate e creo 10 + 10 palline disponendole in due teglie separate. Così contemporaneamente preparo pane e brioches!
La foto è della versione salata.

INGREDIENTI (4 PERSONE)
1/4 di zucca media (ca. 400 gr)
6 salsiccette di tacchino
salvia
320 gr di pennette
2 cucchiai di panna da cucina
PROCEDIMENTO:
cuocere al vapore la zucca, tenendola un pò al dente; cuocere con un pò di burro la salsiccia privata del budello e tagliata a tocchetti in una padella ampia; quando la salsiccia è quasi cotta, aggiungere la zucca tagliata a cubetti, e la salvia a piacere. Regolare di sale e pepe. Cuocere e scolare la pasta, passarla nella padella della salsiccia e zucca, spadellarla per amalgamare gli ingredienti ed aggiungere, a piacere, un pò di panna nel caso il tutto risultasse troppo asciutto.
Consiglio:
utilizzare una salsiccia magra perchè molto più digeribile.
Ho promesso alla mia famiglia un pranzo a cadenza mensile, in tema col periodo.
Il Pranzo di Novembre è stato ieri, domenica 2, e il tema avrebbe dovuto essere (ovviamente) Halloween e la Zucca.
La Zucca come ingrediente principale è rimasta, ma il tema di Halloween è scemato un pò, causa poco tempo e poca voglia di aggiungere altro lavoro a quello che già mi aspettava! Infatti il tema di Halloween l'avrei richiamato con Muffin camuffati da ragni, una Dirty Cake che simula una vaso di terra con tanto di vermi (e invece è una fantastica torta al cioccolato) e una sangria con mano morta (di ghiaccio) galleggiante.
Niente Halloween però tanto cioccolato per dessert e comunque 50% di ricette americane, tanto per restare un pò in tema!
Devo dire che i miei sono rimasti molto soddisfatti soprattutto perchè i piatti erano più "normali" del solito, e quindi più facilmente apprezzabili fin dal primo boccone. Anzi, tre ricette su cinque mi sono già state commissionate! Altro indizio per capire che il pranzo era andato bene sono stati i miei genitori sprofondati nel divano subito dopo pranzo......Genitore Addormentato=Genitore Soddisfatto.
Le portate erano tante, ma soprattutto erano tutte cose piuttosto elaborate che richiedevano un pò di tempo; allora mi sono ingegnata e mi sono preparata una scaletta delle varie cose da fare, in modo da incastrare tutto perfettamente, non perdere tempo inutilmente, e terminare tutto senza angoscia e per benino.
MENU' DI NOVEMBRE
PASTA CON ZUCCA E SALSICCIA DI TACCHINO
TACCHINO AL FORNO RIPIENO DI RICOTTA E FUNGHI IN CROSTA DI SENAPE E NOCCIOLE
CARCIOFI AGLIO E PREZZEMOLO
PANE ALLA ZUCCA
MUFFIN GLASSATI AL CIOCCOLATO BIANCO E NERO
MELE CARAMELLATE E GLASSATE
Di certo non andrò a feste di Halloween.
Se è per far baldoria, per carità, ma è una festività troppo importata e qui da noi non si riuscirà mai a vivere la stessa atmosfera di oltreoceano.
Tuttavia, ogni occasione è buona per provare a fare qualche ricetta nuova e strana. E cosa ho scovato ieri nel mio sito americano preferito di cucina?
Queste!!!
Cioè Dita Mozzate di Strega!!!
La ricettina è semplicissima trattandosi, infatti, di semplice pastafrolla e mandorle intere spellate per le unghie. Io non ho voluto esagerare, tuttavia volendo è possibile rendere le dita ancora più verosimili in questo modo:
- un bel chicco di melograno conficcato bene nell'estremità posteriore del dito (dove è stato mozzato) per simulare l'osso e gel rosso attorno;
- alchermes sotto e intorno alle unghie e nelle fessure per dare un colore ancora più "naturale".
Cmq anche così fanno il loro macabro effetto e non tutti coloro a cui le ho offerte sono riusciti ad "affrontarle".
Ingredienti (in cups americane):
1 cup di burro
2 e 2/3 di cup di farina bianca
1 cup di zucchero a velo
1 + 1 fialetta di aroma di mandorla e di vaniglia
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito
1 uovo
mandorle spellate intere, alchermes e gel rosso per decorare.
Procedimento:
Sbattere bene l'uovo con lo zucchero e il burro, aggiungere gli aromi, la farina, il lievito e il sale. Lavorare bene, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla circa 30 min in frigo a rassodare. Preparare due placche da forno con un foglio di carta da forno, prelevare piccole porzioni di pasta dal frigo e confezionare le dita, schiacciandogli dentro la mandorla e posizionandole sulle placche. Infornare per 20 min a circa 170° (o quando sotto saranno ben dorate). Una volta sfornate e raffreddate, il mio consiglio è quello di staccare le "unghie" e riposizionarle ungendo il solco col gel rosso, altrimenti si rischia che si stacchino... Il melograno e il colore Alchermes, se li mettete, dovete utilizzarli prima della cottura. Ci vuole un pò di pazienza, naturalmente, e un paio di accorgimenti:
1- prelevate dal frigo poca pasta alla volta, perchè scaldandola con le mani diventa molto morbida e difficile da lavorare
2- non fate delle dita troppo grosse, perchè in forno lieviteranno, quindi per avere una misura corretta, bisogna tenere le dita "crude" un pò più piccole del normale.
Enjoy!
Che l'economia mondiale sia alla canna del gas è un fatto certo a cui ci dovremo abituare per un pò.
Che il prezzo del petrolio sia aumentato ce l'ha detto la tv fino a pochi giorni fa e così ci siamo messi l'anima in pace, constatando inermi l'aumento di praticamente tutto e facendocene anche una ragione.
Ora che il prezzo del petrolio scende, il latte continua a costare quasi un euro e mezzo al litro, il pane ha triplicato il suo valore al chilo e idem per qualsiasi altro bene di consumo, alimentare e non.
I prezzi proibitivi (ma in parte giustificati) di prima si potevano in qualche modo sopportare in silenzio, ma ora che gli aumenti sono ingiustificati e quindi non sono altro che FURTI, ci si deve incazzare, ma non solo a parole, anche con i fatti.
Che non significa spaccare tutto, scioperare od organizzare cortei, bensì qualcosa di più potente: smettere di acquistare e arrangiarsi in altri modi.
Prendiamo l'esempio del pane: il pane è venduto a un prezzo da strozzini, mentre il contadino continua a vendere il grano a prezzi da fame. Il furto è all'interno della filiera e chi si trova ai due estremi viene fregato.
Beh, io non ci sto.
Da un pò infatti, presa dalla mia passione per la cucina, ho cominciato a sfornare non solo torte, biscotti e sfurizzi vari, ma anche cose più consistenti e durevoli come Pane, Pan Brioches, Fette Biscottate, Brioches, Biscotti Frollini e Biscotti Secchi, addirittura Muesli. E ho constatato immediatamente che il prodotto finito costa poco, anzi pochissimo, sia in termini di costo che di lavoro. Basta acquistare la materia prima (spesso molto economica), dedicare 1 ora del ns prezioso tempo (lo stesso che magari si impiega per fare la spesa) e mettersi all'opera.
Immaginiamo cosa succederebbe se moltissime persone smettessero di comperare pane, biscotti e molte altri prodotti: probabilmente qualche commerciante andrebbe in difficoltà e si sentirebbe costretto a far qualcosa per cambiare la tendenza; insomma poco alla volta ogni pezzetto della filiera sarebbe costretto a correre ai ripari, riportando alla fine, dei prezzi decorosi e civili.
Probabilmente è solo un'utopia: la maggior parte delle persone è così pigra da non sognarsi neppure di farsi il pane in casa, però se già i commercianti notano un calo di consumi, se anche una piccola parte delle persone adottasse la regola di prodursi da se qualcosa, il calo degli acquisti diventerebbe ancora più importante generando delle vere conseguenze.
Recessione? Anche, ma probabilmente è quello che ci meritiamo. E una volta toccato il fondo, si ricomincerà.
Qui alcune ricette fai-da-te-salva-portafoglio con foto e costo unitario (per ora solo foto, a giorni anche le ricette!)
PAN BRIOCHE (spettacolare tipo quello del Mulino Bianco)
costo totale: 1,60 € per un panone enorme che si può tagliare a fette e conservare in freezer
PANINI AL SESAMO (morbidissimi dentro con una bella crosticina croccante)

costo toale: 0,80 € per 4 pagnotte
Facili, facilissimi e con alcuni trucchetti, anche veloci.
Credo di essere sprecata per il mio lavoro. O meglio, vado bene per il mio lavoro, ma sarei più adatta per altri.
La Giornalista Enogastronomica, per esempio: studiare, aggiornarmi, partecipare ad eventi (mangiare) e poi buttare tutto sulla carta, fatti e misfatti, emozioni e sensazioni. Studiare, mangiare, scrivere: un trio perfetto!
L'inviata per una di quelle belle trasmissioni alla scoperta dell'italia, con finale mangereccio nella piazzetta di qualche borgo antico, accanto alla vecchietta che fa la pasta e al nonno che intaglia i pezzi di legno. Studiare, mangiare e viaggiare; oddio! ancora meglio.
In fondo che ci vuole? Da un pò ci sto pensando semi-seriamente:
bella presenza? ce l'ho
cultura? ce l'ho
dizione? idem, ho fatto i corsi apposta
varie ed eventuali? è inutile, ho tutto quanto.
Insomma potrebbe essere il mio lavoro. E dicono pure che vengo bene in video (vedi esperienza su Sky) e sono sempre stata brava a scrivere (il blog non fa testo però, questi sono pensieri sconnessi buttati li in pausa pranzo..). Cavolo, mi sa che ci devo provare...
Intanto butto giù una nuova ricettina, 100% farina del mio sacco, macinata durante un ritorno in auto a casa dopo il lavoro, mentre meditavo sulla ricetta da fare in tv. Credo sia interessante (stavo scrivendo "geniale", ma oggi gioco a fare la modesta), pure lo chef che mi ha giudicato dice lo stesso. Questa cosa mi deprime un pò.....
TORTINO CRUDO SEMI ESOTICO

Per terminare un vecchio barattolo di burro di arachidi, acquistato tempo fa per provare dei dolcetti (risultato mediocre e da non ripetere), ho provato una nuova ricetta di biscotti al burro di arachidi.
Mi ha tentato molto la foto dei biscotti allegata alla ricetta, e devo dire che i miei sono venuti ancora più belli e golosi! Certo è che il burro di arachidi ha un gusto molto forte e particolare, che deve piacere. Inoltre questi biscottoni sono molto burrosi e anche qui, va molto a gusti.
Per quanto mi riguarda, preferisco i dolci meno ricchi (a meno che non si parli di tiramisù o meringata, nei quali non si può lesinare sulla crema!), più asciutti e che quindi stancano di meno. Questi biscottoni, sarà anche per la loro dimensione, saziano con uno solo!
Ingredienti:
120 gr di burro di arachidi
120 gr di burro normale a temperatura ambiente
80 gr di zucchero di canna
120 gr di zucchero bianco
1/2 fialetta di essenza di vaniglia
1 uovo leggermente sbattuto
180 gr e più di farina
1/2 bustina di lievito
un pizzico di sale
10 gr di arachidi o lenti di cioccolato fondente (facoltativo)
Preparazione:
Sbattere bene i due tipi di burro con i due tipi di zucchero fino a formare una crema, aggiugnere la vaniglia, la farina, l'uovo, il lievito, il sale e il cioccolato (o arachidi), se li mettete. Amalgamare bene il tutto, formare una palla da mettere in frigo avvolta dalla pellicola, per circa un'ora (altrimenti l'impasto sarà troppo appiccicoso e impossibile da lavorare). Passato il tempo, formare delle palline di impasto grandi come noci, impastarle una a una aggiungendo un pò di farina in modo che siano meno appiccicose, schiacciarle leggermente e posizionarle sulla placca del forno ricoperta da carta forno, ben distanziate tra loro. Infornarene nel forno preriscaldato a 180° per circa 10'. I dolcetti col calore si gonfieranno e si allargheranno come quelli nella foto, diventando più leggeri e friabili. Se non si impasta ogni pallina con ulteriore farina, si gonfiano di meno e si allargano di più e sono più burrosi (a me piacciono di meno...). Appena sfornati sono molto teneri, mentre man mano che si raffreddano diventano della giusta consistenza. Se però avete bisogno della placca del forno per gli altri dolcetti, staccateli delicatamente con una spatola.

Si conservano per una settimana in un scatola ermetica.